Bruxelles, 25 lug – “La Corte di giustizia europea lascia gli Stati membri liberi di interpretare se è da considerare o meno Ogm, e quindi se deve rispettare o no la normativa Ue sul transgenico, un organismo o un varietà di pianta ottenuti dall’incrocio della stessa specie (senza inserire un Dna estraneo) e da utilizzare in modo convenzionale in varie applicazioni, con una lunga tradizione di sicurezza’”. Lo afferma Paolo De Castro, primo vicepresidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, secondo cui la sentenza pronunciata oggi dalla Corte di giustizia della Ue rappresenta comunque un passo in avanti sulla strada dell’innovazione genetica che non fa ricorso al transgenico. “I giudici europei – dice – non smentiscono quanto sostenuto nel parere dell’Avvocato generale favorevole a non considerare Ogm, gli organismi modificati senza il trasferimento di altri geni (mutagenesi), anche se non danno un’interpretazione inequivocabile alla delicata questione rimandando la responsabilità agli Stati membri”. De Castro tiene a sottolineare come il miglioramento genetico NON Ogm assume un ruolo essenziale per rispondere ai cambiamenti climatici e alle sfide dell’agricoltura e dell’alimentazione del futuro. “Altro elemento fondamentale – conclude De Castro – è il fatto che il miglioramento delle tecniche varietali non transgeniche rappresenta una leva importante per non dipendere più dalle grandi multinazionali, rafforzando quindi la collaborazione tra Università e piccoli centri di ricerca di cui l’Italia conta vere e proprie eccellenze”. (red / UE)