Zurigo, 25 lug – Alle spalle di quello che è stato definito lo Steve Jobs dell’auto, l’imprenditore globale capace di andare alla conquista degli Usa, c’è una storia di emigrazione. Una storia che inizia in Abruzzo e arriva fino in Canada. Sergio Marchionne, l’uomo che ha salvato la Fiat, ha infatti lasciato l’Abruzzo all’età di 14 anni. La sua famiglia emigrò in Ontario, in Canada, nel 1938 dove qualche anno prima si era già stabilita una zia materna. Il padre Concezio era di Cugnoli, in provincia di Pescara. Maresciallo dei Carabinieri, negli anni ’30 Concezio prestò servizio in Istria, regione passata dall’Austria-Ungheria all’Italia dopo la Prima guerra mondiale. Lì conobbe la futura moglie, Maria Zuccon, veneto-istriana. E’ in Canada che il figlio Sergio ha gettato le basi della sua brillante carriera. Perché è in Canada che il “salvatore dell’industria dell’auto” ha studiato e mosso i primi passi. Prima la laurea in filosofia presso l’Università di Toronto, poi quella in legge, alla Osgoode Hall Law School della York University (Ontario). Al mondo forense però Marchionne ha preferito quello manageriale: prima di spostarsi in Svizzera e poi in Italia ha rivestito importanti ruoli che lo hanno portato a collezionare, negli anni, successi su successi fino ad arrivare al vertice della finanza mondiale. Chi dice Sergio Marchionne oggi dice il manager italiano più noto al mondo.
(BIG ITALY / Sis / Gil)