Padova, 30 lug – Tra i ricercatori e scienziati vincitori dell’undicesima edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente, c’è Michele De Bastiani dell’Università di Padova. «Stupore, felicità e soddisfazione sono sicuramente le tre emozioni» ha detto Michele De Bastiani«che meglio rappresentano la sensazione di vincere questo premio, che per me rappresenta il più grande riconoscimento alla carriera di un giovane ricercatore. Tuttavia penso sia doveroso ricordare che tutta la ricerca scientifica, i risultati ottenuti e i progressi effettuati, siano il risultato di un’efficiente collaborazione tra gruppi di ricerca, colleghi e amici. Vorrei quindi ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine, che mi hanno aiutato e reso possibile anche l’ottenimento di questo premio». De Bastiani ha ottenuto il riconoscimento nella sezione “Young Researcher of the Year 2018”, che ogni anno premia due ricercatori under 30 che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane. In particolare il ricercatore dell’Ateneo patavino ha presentato una tesi sullo studio dei meccanismi che determinano la stabilità di due delle tecnologie fotovoltaiche emergenti: fotovoltaico organico e celle a base di perovskiti, e sulla messa a punto di possibili soluzioni.Le celle solari polimeriche e a base di perovskiti rappresentano due emergenti tecnologie solari, sostanzialmente diverse dal commerciale silicio. Le celle polimeriche sono caratterizzate generalmente da performances ridotte, compensando con flessibilità di applicazione e integrazione. Le celle a base di perovskiti brillano per la semplice realizzazione, il costo ridotto e le alte efficienze. Tuttavia, entrambe queste tecnologie mancano di stabilità se paragonate quelle a base di silicio. Diventa quindi necessario prima comprendere e poi risolvere i meccanismi di degrado, per portare queste celle oltre la dimensione del laboratorio scientifico. I risultati mostrano diverse strategie che spaziano dalla chimica dei materiali all’ingegnerizzazione dei devices per aumentare la stabilità delle celle polimeriche e a base di perovskiti, verso una nuova classe di sistemi fotovoltaici. (BIG ITALY / Com)