Il bonus cultura per i diciottenni “avrebbe dovuto confermarlo il governo precedente, lo aspettava mezzo milione di ragazzi, ma il Consiglio di Stato ha decretato che serviva un intervento normativo per salvarlo. Il bonus, inoltre, è stato pensato come uno spot elettorale. Nel 2019 faremo un discorso più complesso per incentivare i giovani a consumare cultura. Mi aspetto che l’industria culturale mi dia una mano. In ballo c’è l’identità delle nuove generazioni. Se non ce ne occupiamo l’unica alternativa resteranno le sale dei videogiochi. Parliamo di un’emergenza Paese. E della giusta attenzione da dare alle culture, senza fare distinzione tra alto e basso”. Lo afferma, in una intervista al Mattino, il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli oggi a Napoli, per presentare alla Biblioteca Nazionale, l’acquisizione di tre epistole di Giacomo Leopardi. E sostiene che “la cultura è per il Sud la nuova rivoluzione industriale. Casa deve fare lo Stato? Creare le infrastrutture. In questo senso sono già stati in parte finanziati il progetto sul centro storico di Napoli e sul piano strategico per lo sviluppo della Buffer Zone di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata: strumenti per il rilancio economico-sociale, la riqualificazione ambientale e il potenziamento dell’attività turistica dell’area”. Ed anche l’annunciata tratta ferroviaria Roma-Pompei “rientra in questa logica”. Il Consiglio di Stato ha detto sì ai direttori stranieri nei musei italiani, si continuerà su questa strada? “Se l’alternativa è tra un italiano frequentatore di terrazze romane e un ragazzo bravo che non ha il passaporto italiano ma conosce il nostro sistema museale e la lingua, scelgo il secondo. Detto questo, dobbiamo anche smetterla di essere provinciali e puntare sullo straniero solo perché è straniero. Diamo spazio al merito senza perderci nei cliché”. Lo afferma il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, in una intervista al Mattino. Quindi affronta un altro tema difficile nella gestione dei beni culturali: “La carenza di personale è scandalosa in tutta Italia, bisogna partire da qui. Le strutture statali sono anoressiche, l’età media del pubblico impiego arriva a 54 anni. Nei prossimi anni ci saranno migliaia di pensionati, dobbiamo reagire per tempo. La priorità è un piano di assunzioni capace di creare lavoro per migliaia di laureati. Sarà un assist anche per la famiglia: proviamo a fare bei contratti a tempo indeterminato e il problema della denatalità si risolve da solo”, “parliamo di cifre fattibili, di ordini di grandezze contenute. Sui tempi vorrei procedere gradualmente: un primo concorso nel 2019, l’altro nel 20-’21 e poi a seguire. Abbiamo bisogno di concorsi regolari e non di soluzioni ‘creative’. Si tratta di rimettere in moto la meritocrazia. I concorsi avranno una base territoriale forte. Se servono alcune persone in provincia di Caserta, per esempio, devo poterle trovare lì”. (31 lug – red)
