Roma, 31 lug – Del tutto diverso, per molte caratteristiche, dalle altre specie europee del suo genere, tutte analogamente associate per il loro sviluppo larvale a fiori di Brassicaceae, il coleottero venne attribuito, in seguito al rinvenimento casuale di due esemplari una quindicina di anni fa in una vecchia collezione del Museo di Storia naturale di Francoforte, a una specie sorprendentemente nuova per la scienza. “L’uso del termine “salvan” nella classificazione – spiega Paolo Audisio – voleva mettere in risalto sia le sorprendenti peculiarità morfologiche, sia la grande elusività di questo coleottero”. La storia particolare e avventurosa del Salvan ha reso il nome di questa specie ancor più calzante, dal momento che anche una decina di spedizioni scientifiche dedicate, effettuate tra il 2002 e il 2016 in molti siti delle Alpi Marittime, non avevano dato alcun risultato. La specie, oltre a costituire un elemento di grande rilievo biogeografico, è anche un marcatore di notevole importanza in termini di qualità biologica degli ecosistemi montani colonizzati e un taxon di notevole valore conservazionistico a livello dell’intero comprensorio protetto transfrontaliero del Parco naturale delle Alpi Marittime/Parco Nazionale del Mercantour. “Il ritrovamento di questa sorprendente e bellissima specie – conclude Audisio – dimostra quanto ancora resti da scoprire dei piccoli invertebrati delle nostre Alpi. Il coleottero salvan rappresenta inoltre un’ulteriore prova di antichi legami faunistici con aree lontane, forse dell’Asia centro-orientale, durante il periodo del medio-tardo Terziario; infatti, le sue misteriose affinità sono probabilmente da ricercare con altre rare specie montane presenti tra i Balcani, il Caucaso e la Cina occidentale”. (BIG ITALY / Red)