Roma, 1 ago – “Alla Scuola Normale l’anno più difficile fu il primo, perché mi mancava gran parte delle conoscenze scientifiche per stare al passo con le lezioni. Ricordo in particolare la difficoltà nel seguire il corso di Fisica – prosegue Figalli -. Ma, una volta colmato il gap nozionistico, tutto è andato più in discesa. Vivevo h24 in completa simbiosi con un ambiente in cui si parlava quasi esclusivamente di scienza e cultura. La cosiddetta vita collegiale della Scuola Normale è stata decisiva per impostare un’attitudine al piacere della ricerca e del lavoro che sono un tratto caratteristico anche della mia impostazione attuale. Naturalmente il seme di questa impostazione lo hanno depositato i miei genitori, l’uno professore universitario di ingegneria, l’altra insegnante di latino e greco in un liceo classico. Ma essere esposto alla matematica, alla competizione e al confronto tutti i giorni come avviene alla Scuola Normale ha prodotto in me un cambio di marcia sorprendente. Ho scoperto che la pressione non mi disturba, anzi mi stimola e raddoppia le mie energie. Dedico la Medaglia Fields anche a questo ambiente e alle persone che hanno contribuito a formarmi”. (BIG ITALY / Red)