Roma, 6 ago – A tutto ciò si aggiungono i costi di gestione manutentiva stimati in 170 mila euro. Il Partito democratico ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità, votando insieme a Lega e M5S. Poi ha chiesto con un emendamento di legare il regalo delle navi a un effettivo controllo sul rispetto dei diritti umani: Lega e M5S hanno votato contro. “Perché sul delicato tema del rispetto dei diritti umani dei migranti da parte delle autorità libiche il governo non ha voluto accettare nessun emendamento di garanzia dell’opposizione? – si chiede Lia Quartapelle, che aveva firmato l’emendamento – Forse alla maggioranza gialloverde fanno paura queste parole? Si tratta purtroppo di un silenzio pericoloso, cinico, triste e che mette a rischio la vita di migliaia di persone. Il Partito democratico, come sempre nella sua storia, è disponibile a condividere le responsabilità sulle grandi questioni in nome dell’interesse nazionale, come si tratta ovviamente nel caso della Libia, ma avremmo voluto vedere da M5S e Lega altrettanta disponibilità ad accettare le preoccupazioni espresse dall’opposizione”. Ma c’è un’altra opposizione, quella di Leu, che contesta il provvedimento in modo più ampio: “non possiamo fare finta di non sapere cosa accade in Libia e cosa subiscono le persone che vengono riportate in quell’inferno – dice Erasmo Palazzotto – Fornire mezzi ad una sedicente Guardia costiera significa essere corresponsabili di violazioni sistemiche dei diritti umani. “La Libia non è uno stato sovrano, i nostri interlocutori sono spesso gli stessi trafficanti di esseri umani che diciamo di voler combattere e che oggi controllano anche la Guardia Costiera Libica. Considerarlo un luogo sicuro e riportare le persone in quel Paese significa di fatto essere complici dei crimini commessi dalle autorità libiche, una responsabilità di cui il nostro Paese risponderà davanti alla storia”.
(PO / Sis)