Roma, 7 ago – Per quanto riguarda i fondi per il pluralismo, invece, Crimi assicura che “non c’è nessun tipo di taglio” e spiega: “Ad oggi la situazione, conti alla mano, è che nel settore industriale dell’editoria sono stati versati solo dal 2003 ad oggi circa 3 miliardi e mezzo di euro, che sono andati esclusivamente nella direzione degli editori con finanziamenti diretti o indiretti, e non verso il sistema editoriale nel suo complesso. Se l’editore fa utili e prende dei soldi pubblici c’è qualcosa che stride: questa cosa non funziona, non ha funzionato e non può continuare a funzionare. Agli editori – conclude – imputo la responsabilità di non aver saputo cogliere un mondo che cambiava per cercare di adeguarsi a quello che stava succedendo: oggi c’è una crisi dell’informazione di qualità”. (Roc)
