Roma, 8 ago – C’è un filo rosso, rosso sangue, che lega oggi Marcinelle e Foggia, Foggia e Marcinelle. E lo ricordano tutti. L’8 agosto di 62 anni fa (era il 1956) nel crollo di una miniera in Belgio morirono più di un centinaio di migranti italiani, lavoratori sfruttati e in cerca di una opportunità. Oggi, l’8 agosto del 2018, a Foggia va in scena la protesta dei migranti, in gran parte africani, braccianti nei campi per 2 euro e mezzo all’ora. Ben 16 di loro sono rimasti uccisi in pochi giorni, tra sabato e lunedì scorso, in due diversi incidenti stradali: viaggiavano stipati a bordo di furgoncini chiusi, in piedi. Tornavano dai campi di pomodori, vittime sacrificali di un fenomeno, quello del caporalato, che si stima coinvolta un milione di stagionali ogni anno. “Da Marcinelle a Foggia, dal carbone ai pomodori. I nostri nonni subirono discriminazioni e sfruttamento, come chi è sfruttato oggi da italiani senza scrupoli. Per rendere onore alle vittime di ieri dobbiamo stare dalla parte giusta: contro gli sfruttatori” dice l’ex presidente del Senato Pietro Grasso.
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