Roma, 8 ago – La Chiesa, di struttura cinquecentesca, seppur ampiamente ristrutturata tra il Seicento e il Settecento, è quasi completamente crollata a seguito delle scosse sismiche del 26 e 30 ottobre 2016. Particolarmente critica la situazione della parete con il dipinto murale raffigurante Santa Caterina d’Alessandria affiancata da Sant’Agata e Santa Lucia, rimasta in piedi nonostante il crollo di ampie porzioni delle murature adiacenti e della sovrastante copertura lignea.
L’affresco è collocato nell’attuale sacrestia in un’absidiola semicircolare, larga circa 1,80 m e alta 2,40 m, e costituisce la parte superstite della originaria decorazione pittorica della chiesa. È corredato da una mostra superiore con mensole scolpite in pietra e una raffigurazione dell’Annunciazione. Completano l’apparato pittorico alcune decorazioni floreali. Federico Zeri ha ipotizzato come autore il nome di Baldo de’ Sarofini da Perugia, notando nell’opera forti influssi della scuola di Carlo Crivelli, e in particolare di Pietro Alemanno. La grande devozione che questa immagine sacra doveva ispirare è testimoniata dalla presenza di numerosissimi graffiti con firme e date anche antiche.
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