“Saranno almeno 158mila i pensionati d’oro su cui interverremo. Che negli anni hanno preso – e continuano a prendere – molto più di quanto hanno versato. E che, in media, sono andati in pensione a 61,6 anni. Ovviamente la misura riguarda solo chi percepisce pensioni non giustificate, rispetto ai contributi versati. Chi ha un regime contributivo, non viene minimamente toccato”. L’intervento sulle pensioni d’oro, calendarizzato a settembre, riguarderà ex manager di Stato, grandi pensionati che da 4 mila euro in su non hanno versato i contributi e prendono pensioni anche di 20 mila euro al mese, sindacalisti ma anche “gli organi costituzionali e gli organi a rilevanza costituzionale (Cnel, Csm, ecc..)”. Lo assicura, in una intervista al Messaggero, Francesco D’Uva, capogruppo alla Camera dei 5Stelle e firmatario del disegno di legge. “Diciamo basta con le disuguaglianze di trattamento – afferma -. Soprattutto su un tema sensibile come quello delle pensioni” e con “oltre mezzo miliardo di euro all’anno di risparmi. Un conto che non comprende il taglio ai sindacalisti. Vuol dire più di 5 miliardi di euro in 10 anni”. E ribadisce che, con i soldi risparmiati, si vuole aumentare l’assegno delle pensioni minime e sociali: “Togliamo un privilegio, restituiamo un diritto”. E conclude: “Vista l’importanza della legge, faremo in modo di garantire un iter accelerato a Montecitorio. Anche in considerazione del fatto che è stato scritto un articolato snello. Lavoriamo per un’approvazione alla Camera prima della sessione di bilancio” e “chi vorrà fare ricorso per tenersi stretto questo privilegio sarà libero di farlo”, “abbiamo impiegato appena un mese per deliberare sui vitalizi, poche settimane per approvare il Decreto Dignità e farlo diventare legge dello Stato. E dopo la pausa estiva sarà subito la volta delle pensioni d’oro. Chiudiamo la stagione dei privilegi”. (9 ago – red)