Roma, 10 ago – Nel mezzo di una delle più intense stagioni monsoniche degli ultimi anni nella zona di Cox’s Bazar, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), insieme alle autorità e ai partner del Bangladesh, continua a trasferire migliaia di famiglie di rifugiati rohingya che si trovano in zone ad alto rischio di frane e alluvioni. Ad oggi, sono stati trasferiti quasi 24mila rifugiati – più della metà dei 41mila ritenuti maggiormente bisognosi di essere trasferiti in aree più sicure.
La prova più dura per le misure di preparazione ai monsoni e per la risposta d’emergenza è arrivata alla fine di luglio, con gli acquazzoni monsonici più pesanti finora registrati nel distretto di Cox’s Bazar (solo il 25 luglio sono caduti circa 463 mm di pioggia). Le precipitazioni in giugno e luglio hanno superato i 1.000 mm. Si tratta di oltre la metà delle precipitazioni medie annue per questa zona e di un sorprendente superamento delle precipitazioni medie mensili nel lungo periodo, che sono di 500 mm per giugno e di 600 mm per luglio.
Gli insediamenti di rifugiati sono per lo più riusciti a superare le tempeste, a riprova dell’importanza dei mesi di sforzi per mitigare i rischi.
Tuttavia, dall’11 maggio, circa 49mila rifugiati sono stati colpiti da condizioni meteorologiche avverse: oltre 25mila da forti venti e tempeste, oltre 15mila da frane, altri 5.400 da alluvioni e ancora 3mila interessati da disboscamento e incendi.
(SEGUE)