Roma, 10 ago – Molti venezuelani si spostano a piedi in un’odissea di giorni e persino di settimane in condizioni precarie. Molti hanno esaurito le risorse per continuare il loro viaggio e, trovandosi in condizioni di indigenza, sono costretti a vivere con grandi difficoltà nei parchi pubblici e a ricorrere all’elemosina e ad altri meccanismi negativi per far fronte ai loro bisogni quotidiani. Fino al 20 per cento dei nuovi arrivati sono persone con esigenze specifiche di protezione e con altre vulnerabilità; tra di essi ci sono donne e bambini a rischio, famiglie e nuclei monoparentali e persone con disabilità che hanno urgente bisogno di assistenza. Le donne e le ragazze rappresentano il 40 per cento dei nuovi arrivati e devono affrontare gravi rischi di violenza sessuale, in particolare per quel che riguarda la tratta e la necessità di offrire prestazioni sessuali come mezzo per potersi garantire la sopravvivenza (survival sex). Sono state altresì registrate in alcuni contesti reazioni xenofobe all’esodo.
Con la dichiarazione dello stato di emergenza, l’Ecuador sta già assegnando risorse e intensificando la sua risposta a questo drammatico aumento degli arrivi di venezuelani. Un esempio è rappresentato dal rapido potenziamento da parte delle autorità ecuadoriane per l’immigrazione della loro capacità di registrare ogni giorno fino a 5.600 persone in ingresso nel Paese e garantire che le persone non debbano più dormire all’addiaccio sul lato ecuadoriano del confine in attesa che la loro richiesta venga registrata.
(SEGUE)