Roma, 14 ago – “Questo governo in teoria è adatto, ma ora deve provare di esserlo nella realtà. Senza fare ricorso a nemici esterni e complotti che non ci sono”. Così a Repubblica Bill Emmott, direttore per 13 anni de l’Economist, settimanale inglese punto di riferimento del pensiero liberale, per il quale l’Italia non deve temere uno choc sui mercati in autunno, come paventano i nostri leader politici: “Credo che sia abbastanza improbabile uno choc di mercato, e poi per definizione gli choc sono imprevedibili. Quando il governo si è formato a maggio, tra molte incertezze, la reazione del mercato non è stata così dura come molte persone si sarebbero aspettate. Lo spread è salito, sono aumentati i costi di finanziamento del debito per il governo italiano ma nulla di drammatico, non certo come fu nel 2011”. Una fiducia condizionata? “Gli investitori stanno aspettando di capire come sarà la prossima legge di bilancio: è già abbastanza chiaro che i nuovi leader politici saranno meno collaborativi rispetto al precedente governo con la Commissione europea, ma finora non ci sono indicazioni concrete che si tratterà di una sfida radicale ai trattati”. L’Italia non è più un fattore di rischio per l’Europa come lo era nel 2011? “È considerata molto meno rischiosa. Allora c’era la possibilità reale che Atene lasciasse l’Euro, il che accresceva il rischio. Ora il fattore principale di incertezza peri mercati sono Paesi come la Turchia, non membri dell’euro”.
(red)