Roma, 14 ago – Taglio delle pensioni d’oro. Si tratta davvero di un ricalcolo contributivo, come sostiene il ministro Luigi Di Maio? “Di ricalcolo non c’è dubbio”, risponde alla domanda postagli da Repubblica Stefano Patriarca, esperto previdenziale, già consigliere di Gentiloni a Palazzo Chigi, fondatore di Tabula. “Vengono ricalcolate le pensioni già liquidate. Ma certo non si tratta di ricalcolo contributivo”. E allora di cosa parliamo? “Nel testo depositato in Parlamento non si parla mai di montante contributivo, i contributi versati in una vita di lavoro, ma solo di coefficienti di trasformazione, quelle percentuali che misurano gli anni di godimento della pensione. In buona sostanza, si tratta di un taglio permanente basato solo sulla distanza tra l’età al momento del pensionamento e quella di vecchiaia”. Quella di vecchiaia già nota a tutti, vigente per legge nelle varie epoche? “No, un’età molto più alta, ricostruita ora, addirittura applicando la speranza di vita attuale in modo retroattivo”. Si elimina l’iniquità insita nel sistema retributivo? “No, anzi si rischia di accentuarla. In molti casi, si penalizza quanti vantano contributi equivalenti alla pensione che prendono. Un paradosso”. (red)