Sono andate avanti tutta la notte le ricerche dei corpi e di eventuali superstiti tra le macerie del ponte Morandi. Il bilancio provvisorio parla di 39 morti, tra i quali tre bambini di otto, 12 e 13 anni, e 15 feriti, di cui nove in codice rosso. Ma, va purtroppo ripetuto, la conta della tragedia è quasi certamente destinata ad essere ancora più pesante. Anche perché non si ha un’idea precisa del numero di dispersi, in quanto le segnalazioni sulle quali sta lavorando la Prefettura sono molto numerose ed ognuna di esse necessita di una verifica che richiede tempo. “Il bilancio delle vittime è sensibilmente superiore alle cifre fornite. Quello definitivo sarà dato quando i numeri saranno certi”, ha infatti detto ieri il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al termine della visita all’ospedale San Martino assieme al premier Giuseppe Conte. Il premier ha da parte sua annunciato la dichiarazione di un anno di stato d’emergenza nonché lo stanziamento di cinque milioni per i primi interventi urgenti e la nomina di un commissario per la ricostruzione. Sul fronte delle indagini, oltre all’omicidio colposo plurimo e al disastro colposo, la magistratura si dice pronta a contestare anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Il procuratore Francesco Cozzi ha annunciato verifiche anche sui tiranti del viadotto e l’acquisizione di tutta la documentazione sul contratto di servizio che impegna Autostrade per la manutenzione. Intanto Genova deve anche affrontare il dramma degli sfollati: ben 664 le persone appartenenti a 331 nuclei familiari, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni che dovranno essere demolite. I funerali delle vittime, celebrati dal cardinal Bagnasco, dovrebbero svolgersi sabato alle 11 nel padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova. Oltre ai rappresentanti del governo, è attesa la conferma della presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. (16 AGO – red)
