Roma, 17 ago – Il governo frena sulla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, che ha causato una quarantina di vittime. O perlomeno, a frenare è l’anima leghista dell’esecutivo, mentre quella pentastellata insiste. Oggi Matteo Salvini, pur criticando moltissimo l’atteggiamento dei vertici di Autostrade, torna a mettere in dubbio la questione: il vicepremier la prende larga, spiegando che “suonano come incredibili, fredde e lontane le parole dei responsabili delle aziende che hanno portato a questo disastro che si preoccupano di penali, risarcimenti, cavilli burocratici”. Poi fa appello “al buon cuore delle aziende interessante, perché diano un segnale immediato concreto, tangibile anche economicamente parlando alle famiglie delle vittime e dei feriti. Poi parlerei di concessioni e penali. Fossi in loro farei un bagno di umiltà in attesa delle sentenze e metterei a disposizione tutto quello che ho. Se ieri il governo ha stanziato 5 milioni, se fossi nei responsabili ne metterei sul tavolo 500, anche per tutelare gli investimenti”. Insomma, è la riflessione finale, “mettano le mani sul cuore e sul portafogli, e poi riparleremo di concessioni”. Luigi Di Maio però continua ad essere meno flessibile, a rifiutare ogni forma di do ut des: “La nostra intenzione è quella di revocare la concessione, la posizione del governo è questa e chi non vuole deve passare sul mio cadavere perché qui ci sono 40 morti. Ci sono persone che hanno pagato il pedaggio e sono andate a morire. Genova è sotto choc. Quindi adesso si revocano le concessioni. Il governo frena? No il governo accelera”. E anche Francesco D’Uva, capogruppo di M5S alla Camera, assicura che “il governo è compatto, nessun dubbio sulla procedura di revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Conte sta facendo un ottimo lavoro, smentiamo categoricamente le fantasie giornalistiche circolate nelle ultime ore. I cittadini sono con noi e noi lavoriamo per tutelarli”.
(Sis)