Roma, 17 ago – “Come Regione ci stiamo muovendo in tutti i sensi, ma non mi piacciono le polemiche di queste ore” e contro Autostrade “non va fatta una guerra ideologica, perché non vorrei che fossero cortine fumogene per le responsabilità del passato, per i ritardi che ci sono stati in altre grandi opere che avrebbero reso meno problematica la situazione attuale. Io sono sempre stato favorevole alla Gronda e vorrei vedere partire il cantiere domattina. Questi ritardi e veti non ci hanno aiutato, perché quanto meno ora avremmo una alternativa a Ponte Morandi”. Lo afferma Giovanni Toti, governatore della Liguria, in una intervista al Messaggero nella quale sottolinea che il ritiro della concessione “non è il tema del momento. Società Autostrade è appunto una società, all’interno della quale ci sono delle persone che se hanno sbagliato vanno colpite, duramente, ma le deve accertare la magistratura. Così come vanno accertate le responsabilità del ministero delle Infrastrutture che su quelle concessioni doveva vigilare. Bisogna accertare responsabilità personali, ma occorre che tutti quanti, compresa Società Autostrade, siano coinvolti e spinti a dare un contributo per il ripristino della normalità, poi ragioneremo di concessioni e limiti”. E sottolinea: “L’emergenza sarà finita a Genova solo quando sarà inaugurato il nuovo ponte. Mi auguro entro l’anno. E se per farlo nella massima sicurezza ma anche nel modo più rapido possibile, serve che lo faccia Società Autostrade, allora lo faccia Società Autostrade. Se invece ci sono opzioni differenti, più rapide, siamo pronti ad ascoltarle”, “ricordiamo che questa catastrofe avrà conseguenze certamente sul pil italiano: il sistema portuale di Genova, riguarda più della metà delle merce in partenza e in arrivo nel nostro Paese, riguarda la competitività delle industrie del nord ovest, tutto un mercato dei traghetti e delle crociere, un pezzo della nostra logistica che già aveva problemi. Poi se vuole aprire un ragionamento sulle concessioni ha tutto il diritto di farlo, ma non ora”. (red)