Roma, 17 ago – Nella parte dedicata agli anni Sessanta, vengono delineate le ulteriori proposizioni astrattiste del Gruppo 1, Gastone Biggi e Achille Pace, fino alle esperienze, tra Sessanta e Settanta, dell’arte cinetica e ottica, da Getulio Alviani ad Alberto Biasi a Grazia Varisco. Tra Sessanta e Settanta, la mostra presenta anche le declinazioni di pittura analitica o “radical painting” di Claudio Verna, Paolo Cotani e Marcia Hafif, e l’astrazione fenomenica di Michele Cossyro. Come ponte verso le espressioni di Street art astratta più recenti, situate entro coordinate post-pop, la mostra presenta l’Astrattismo pop di Davide Nido, Roberto Pan, Alberto Parres e Veronica Montanino. Fino agli ultimi esperimenti di astrattismo nella Street Art con 108, GUE’, CT, Etnik, Moneyless, 2501, Sten Lex, Alberonero, Ligama, Tellas e Bros.La mostra, partendo dalle sperimentazioni di Balla degli anni Dieci, sviluppa un secondo momento centrale nella riscoperta in Italia dell’astrattismo balliano alla fine degli anni Quaranta. Esso influenzò i principali gruppi sperimentali dell’epoca portandoli verso quella direzione di ricerca, specialmente Piero Dorazio che sviluppò la sua ricerca sulle texture ispirandosi alle compenetrazioni di Balla. (SEGUE)