Roma, 22 ago – “Di un nuovo ponte Genova ha bisogno subito, come ha però bisogno di ripensare in una nuova visione il tema delle infrastrutture e della movimentazione. Sotto il ponte passa il sistema ferroviario, rendendo necessario un progetto urbanistico e ambientale moderno e coraggioso. Molti ignorano o hanno dimenticato che cos’è il porto di Genova: una fabbrica straordinaria che dà identità, benessere e orgoglio. Una fabbrica nel cuore della città: sbarrata dai monti alle spalle, Genova è cresciuta linearmente seguendo la costa: una città estesa e il porto sta nel mezzo”, “un’infrastruttura strategica per il sistema nazionale e come tale richiede un impegno dello stato forte e indirizzato. Bisogna dunque pensare a un insieme coordinato di proposte che affianchino, ad esempio, alla proposta della Gronda Nord, un nuovo trasporto per acqua dal centro a Voltri, a Pra, ecc. Bisognerà realizzare una metropolitana di superficie lunga quanta tutta la città sul mare, utilizzando le circa venti stazioni storiche da Voltri a Nervi. Che già esistono e sono ancora in funzione, per la lunghezza di una ventina di chilometri Le stazioni di Voltri, di Pegli, di Cornigliano, di Pra, ecc. costituiscono già un sistema metropolitano che allevierebbe l’entroterra dal peso di un traffico su gomma sempre più insostenibile”. Lo afferma l’architetto e senatore a vita, Renzo Piano, in una intervista al Sole 24 Ore. E aggiunge: “Genova deve reagire al crollo con nuovi cantieri e con idee per il futuro, ad esempio e innanzitutto, riconquistando l’acqua alla città. Sta per partire a dicembre il progetto Waterfront che si propone di ridefinire l’affaccio di Genova sul mare, decementificando tutto quello che appartiene a un passato ormai inservibile e ostile: riconquistare il rapporto con l’acqua a valle significa smettere di crescere verso l’alto. E quindi riprogettare il sistema idrogeologico, dovuto anche alla deforestazione e alla cementificazione selvaggia, che tanti lutti ha portato alla nostra città. Basta crescere per estensione e addizione: puntare invece sull’inclusione e sulla trasformazione, usando le aree dismesse industriali, ferroviarie e portuali. Perché il destino di Genova è disegnato sull’acqua”. (red)