Roma, 23 ago – “No, il Pd non deve ripartire dai fischi di Genova. Dobbiamo interrogarci e capire dove abbiamo sbagliato. Ma abbiamo la nostra storia e tante cose positive realizzate anche negli ultimi anni: è da questo dobbiamo ricominciare”. Così a Repubblica Roberta Pinotti che in merito ai foschi di Genova sottolinea la necessità di “comprendere le ragioni di quella contestazione e dell’applauso a Di Maio e Salvini. E dobbiamo ragionare sul perché siamo vissuti come un partito lontano dal popolo, schierato dalla parte di chi vince e dell’establishment. Di sicuro, c’è un’operazione di comunicazione condotta in modo capace dai nostri avversari ma noi siamo arrivati al governo in un momento di grande recessione e siamo riusciti a dare stabilità e lavoro. Non c’è dubbio che nello sforzo per tirare l’Italia fuori dalla crisi, non siamo riusciti a essere vicini alle persone che hanno sofferto di più. Ci sono scelte, come quella del reddito di inclusione, che dovevamo fare molto prima e comunicare meglio. Ma la nostra non è una storia negativa”. “Alla riapertura delle Camere, con meno arroganza e molta più umiltà, possiamo essere il riferimento per le forze che non si riconoscono nei modi e nelle scelte di questo governo. Se il Pd pensa di essere autosufficiente, se si chiude nelle discussioni interne, rinunciamo a svolgere la funzione storica che il Paese oggi ci ha assegnato: una funzione che va oltre le sorti del Partito democratico”. (PO / red)