Roma, 23 ago – Alla luce di tutto ciò, Legambiente lancia le sue proposte al Governo per una ricostruzione più celere e di qualità a partire da un maggiore e significativo sostegno ai Comuni, con personale adeguato numericamente e professionalmente; e avviando una discussione seria e aperta su come dotare il nostro paese di una legge quadro per affrontare le emergenze, che faccia tesoro dell’esperienza, per evitare che per ogni disastro si ricominci ogni volta daccapo, secondo il Governo di turno. In particolare l’associazione chiede all’Esecutivo di istituire una struttura nazionale di coordinamento che collabori e aiuti gli Enti Locali.
“È ormai sempre più evidente che la ricostruzione nel centro Italia continui a incontrare problemi, procedendo a rilento e a fatica rispetto a interventi fondamentali che riguardano edifici pubblici e privati. In questi due anni dal sisma – dichiara Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente – si è continuato a intervenire con provvedimenti tampone, decreti e emendamenti alle norme vigenti. Per far accelerare sul serio la ricostruzione occorre rafforzare il supporto agli Enti Locali e costruire un quadro organico di riferimenti normativi per accelerare e rendere finalmente trasparenti le procedure di interventi. A ricordarci quanto sia urgente un cambio di passo sono i territori di Marche, Molise, Abruzzo e Emilia Romagna che in questi mesi hanno continuato a tremare. Al Governo chiediamo di fare chiarezza rispetto a come intende attrezzarsi per gestire i rischi del territorio italiano dopo che in questi anni sono stati tolti poteri e compiti della protezione civile e che nelle scorse settimane sono state chiuse le strutture di missione su scuole e dissesto, oltre che Casa Italia. A nostro avviso è fondamentale che l’Esecutivo istituisca in tempi rapidi una struttura nazionale di coordinamento per affrontare i rischi del territorio italiano, che collabori e aiuti gli Enti Locali. Una sfida fondamentale riguarda sicuramente la gestione delle macerie, e il nostro auspicio è che il Ministro dell’ambiente Costa, che ha appena ricevuto la delega sull’economia circolare, possa svolgere in questo campo un forte ruolo di indirizzo e coordinamento nei confronti delle Regioni”. (SEGUE)