Roma, 27 ago – L’andamento della partecipazione al cinema per età conferma che, a parità di generazione, la frequentazione è sempre stata molto alta nelle fasce di età giovanili. Infatti, anche tra i nati dopo il 1995 (i giovani nativi digitali della cosiddetta network generation che, nel 2017, hanno tra i 6 e i 21 anni) la quota di quanti sono andati al cinema almeno una volta in un anno è pari al 70% già nella classe di età 6-11 anni e supera l’80% in quella immediatamente successiva (12-16 anni).
Tuttavia – si legge in report “Cittadini e cinema” dell’Istat – i più giovani “rinunciano” prima al cinema rispetto alle generazioni precedenti. I nativi digitali, pur presentando tra i 6 e i 10 anni una frequentazione più alta rispetto alla generazione precedente (nati tra il 1981 e il 1995; i cosiddetti millennials), già fra i 12 e i 16 anni diminuiscono la partecipazione agli spettacoli cinematografici e addirittura nella classe di età dei 17-21enni le differenze rispetto alla generazione del millennio si annullano.
Anche osservando i frequentatori assidui (andati al cinema 7 o più volte in un anno), già per i nati tra il 1966 e il 1980, come pure per le generazioni dei millennials e della network generation, al crescere dell’età la frequentazione assidua si riduce in anticipo rispetto alle generazioni che le hanno precedute. Ciò è spiegato verosimilmente dall’abitudine crescente alla visione di film scaricati da internet o visti in streaming attraverso pc, tablet o smartphone, oppure tramite i palinsesti della televisione generalista o dei canali a pagamento. (red)