“Cosa è successo con la Diciotti? Io non ho messo lo zampino. Quello che ha fatto il lavoro con il Ministro dell’Interno è stato padre Aldo, il bravo padre Aldo, che è quello che segue l’Opera di Don Benzi, che gli italiani conoscono bene, che lavorano per la liberazione delle prostitute, quelle che sono sfruttate e tante cose. Ed è entrata anche la Conferenza Episcopale Italiana. Non so come sia stata negoziata la cosa; ma vanno al Centro “Mondo migliore”, a Rocca di Papa, saranno accolti lì. Il numero credo che sia più di cento”. Così Papa Bergoglio, di ritorno dall’Irlanda, commenta la decisione del Vaticano di accogliere parte dei migranti della nave Diciotti. Lì, spiega il pontefice, “incominceranno a imparare la lingua e a fare quel lavoro che si è fatto con i migranti integrati. Papa Francesco fa un distinguo tra “l’apertura del cuore” che “è per tutti”, l’integrazione “come condizione per accogliere”, e poi “la prudenza dei governanti. Io ho visto, ne ho un filmato clandestino, cosa succede a coloro che sono mandati indietro e sono ripresi dai trafficanti: è orribile, le cose che fanno agli uomini, alle donne e ai bambini. Li vendono, ma agli uomini fanno le torture più sofisticate. C’era uno lì che è stato capace, una spia, di fare quel filmato, che ho inviato ai miei due sottosegretari delle migrazioni. Per questo, a mandarli indietro ci si deve pensare bene, bene, bene…”. Secondo il Papa, “accogliere i migranti è una cosa antica come la Bibbia. Nel Deuteronomio, nei comandamenti Dio comanda questo: accogliere il migrante, “lo straniero”. È una cosa antica, che è nello spirito della rivelazione divina e anche nello spirito del cristianesimo. È un principio morale. E questo vale in tutta l’Europa”. Ma oggi “c’è il problema della prudenza. E credo che proprio questa sia la nota dolente del dialogo oggi nell’Unione Europea. Si deve continuare a parlare: le soluzioni si trovano…”.
(Sis)