A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in un’intervista a La Stampa, annuncia il cambiamento dell’esame di maturità: “E’ un lavoro che stiamo facendo con gli uffici del Ministero. Lo dettaglieremo a decisioni prese e, comunque, entro settembre. L’esame è sempre un tema delicato che mette in fibrillazione ragazzi e famiglie”. Un nuovo passo nello smantellamento della “Buona Scuola” avviato dal governo gialloverde: “Siamo già intervenuti cancellando la cosiddetta ‘chiamata diretta’ degli insegnanti. Era stata attuata male. Ci siamo dati un metodo: analizzare nel dettaglio le criticità, studiare i dati, definire correttivi e condividerli con il mondo dell’istruzione. È così che agiremo per modificare ciò che non ha funzionato della legge 107. Stiamo lavorando anche per modificare il Piano nazionale scuola digitale, in modo da renderlo veramente efficace e non un contenitore vuoto, come spesso è avvenuto finora”. Interventi anche per l’alternanza scuola-lavoro: “Ne stiamo definendo meglio gli obiettivi”, “è una forma di orientamento importante per i ragazzi ma deve essere di qualità”. Quindi, in vista del suono della prima campanella, precisa: “Lavoro per una partenza ordinata. E’ un obiettivo serio e concreto che ci siamo dati, fin dal mio insediamento, insieme agli Uffici centrali e periferici del Ministero. Certamente è un lavoro complesso. E va detto con chiarezza che si svolge in condizioni molto difficili, che ereditiamo dal passato. La situazione delle scuole senza un dirigente – abbiamo oltre 1.700 reggenze – è frutto di sette anni senza concorsi. Si potevano bandire prima. Le carenze di insegnanti in alcune classi di concorso e sul sostegno sono l’eredità di gestioni miopi e di decisioni prese a rilento. Stiamo lavorando ad un piano di reclutamento pluriennale per arginare le emergenze e superarle”. “Il sistema scolastico nazionale negli ultimi decenni è stato caratterizzato da un precariato storico endemico che ha creato molti problemi – aggiunge -. Non va bene. La regola infatti deve essere quella del docente di ruolo. Per questo, dobbiamo ricominciare a bandire regolarmente concorsi, analizzando i bisogni effettivi del sistema”, “vogliamo un sistema di istruzione efficiente e di qualità in tutto il Paese. Nessuna penalizzazione del Sud. I concorsi che bandiremo terranno conto delle esigenze del sistema cercando di evitare di creare nuovo precariato. Diremo con trasparenza e chiarezza dove c’è più necessità di insegnanti, dove sono i posti. Non dovrà mai più accadere quello che è successo con la legge 107 del 2015, che ha provocato lo sradicamento improvviso e forzato di migliaia di docenti dal proprio territorio di appartenenza. Daremo regole certe. E lavoreremo per correggere le storture del passato”. Poi lo spinoso tema delle maestre con diploma magistrale: “Con il decreto legge dignità abbiamo dato una prima importante risposta alla questione dei diplomati magistrali che non è stata affrontata per mesi dal governo precedente. Con le norme contenute nel decreto siamo intervenuti per consentire l’avvio del prossimo anno scolastico senza stravolgimenti o intoppi. In Parlamento è stato poi introdotto un emendamento specifico per questi insegnanti. Per loro è previsto un concorso straordinario. C’è un impegno preciso a risolvere la questione in tempi brevi”. Sulla questione vaccini, inoltre, assicura: “Nessuna confusione. Eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadono esclusivamente sugli autori, non sui presidi. Nessuno scenario catastrofico. Lavoriamo insieme per tutelare al contempo il diritto alla salute e quello all’istruzione di tutti i bambini”. (29 ago – red)
