Roma, 30 ago – “La funzione dei grillini è stata salutare fino a che non sono arrivati al governo. Denunciando le distorsioni delle ultime classi dirigenti della Seconda Repubblica, erano come i malati che si lamentavano giustamente ad alta voce, provando a destare dal torpore un medico assonnato. Ora il malato ha finito per sostituirsi al medico e impone lui la cura per tutti, leggasi per l’Italia”. Così “Finisce che si muore”. Ad analizzare in questi termini l’attuale contingenza politica è in un’intervista al Corriere della Sera Ciriaco De Mita, che ha annunciato che non si ricandiderà come sindaco di Nusco. Per De Mita, la Lega è diversa “nella misura in cui ha un leader che si pone come un messia, che però non ha dietro alcun vangelo. In comune, Cinquestelle e Lega hanno l’essere solo azione. Dietro non c’è alcun pensiero. Ecco perché, per uno come me, abituato a pensare prima che ad agire, adesso è tutto più difficile”. Nel volersi far ricordare come democristiano, c’è il timore che questo Paese veda una deriva autoritaria? “Non ci sarà un mutamento di regime ma un mutamento dell’ordine politico sì. Le derive autoritarie sono spesso figlie di rivoluzioni in cui si fa coincidere l’azione col desiderio. Cinquestelle e Lega non hanno neanche quello, il desiderio. Non possono nemmeno allearsi, perché gli uni spopolano là dove si chiede aiuto, gli altri dove vince lo status quo. Ma a preoccuparmi davvero è il silenzio delle forze storiche del Paese, ridotte come sono a un perenne conflitto meschino tra personaggi in decadenza, autocostretti in un angolino in cui non si riflette, non si produce pensiero”.
(red)