I sindaci chiedono chiarezza sulle scuole e minacciano chiusure, dopo la sentenza di Grosseto che ha condannato un sindaco che aveva tenuta aperta una scuola con certificazione non perfetta. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in una intervista al Mattino, afferma che non c’è “nessun allarme”. E spiega: “La competenza è dei proprietari degli immobili, quindi per la maggior parte dei casi Comuni e Province. Noi abbiamo un monitoraggio nazionale preciso e sappiamo che per molti edifici la certificazione è ancora carente. Evitiamo allarmismi e chiusure preventive, però”, “ci sarà un’operazione trasparenza: a settembre tutti potranno consultare online i dati e avere una fotografia delle condizioni degli edifici scolastici, dal punto di vista sismico, anti incendio e cosi via” e “sono pronto a discuterne con l’Anci. Del resto sul tema dell’edilizia scolastica ci siamo incontrati già a luglio. Per quanto mi riguarda, sto facendo di tutto per accelerare e semplificare, mettendo intanto a disposizione le risorse per i certificati di vulnerabilità sismica, che andranno predisposti entro fine 2018”. E aggiunge: “Dobbiamo fare uno sforzo comune perché l’edilizia scolastica richiede l’impegno di ciascuno. Ne parlerò senz’altro con il presidente Antonio Decaro, che ho già incontrato. Ma intanto iniziamo a lavorare. Lo stiamo già facendo: con un Accordo quadro che porteremo a inizio settembre in Conferenza unificata semplificheremo le modalità di spesa, evitando la moltiplicazione di decreti di riparto”. Inoltre anticipa che, per la prossima Maturità, peserà meno l’alternanza scuola-lavoro: “Parto da una riflessione semplice: per uno studente che si è impegnato per cinque anni, per tutto il percorso formativo, non è giusto essere valutato per quanto ha fatto nell’alternanza scuola-lavoro. Quell’esperienza ha una funzione di orientamento in vista delle scelte successive, ma mi sembra riduttivo trasformarla in una sorta di materia scolastica. Nella maturità del 2019 il suo ruolo sarà ridimensionato rispetto al percorso curriculare dell’intero ciclo scolastico. Quei cinque anni che, come ciascuno di noi ricorda, sono decisivi nella formazione di una persona”. (30 ago- red)