In attesa di capire se lo scenario del 2011, quello dell’aggressione speculativa, si possa davvero applicare all’esperienza giallo-verde, Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, è certa di una cosa: “Il contratto di governo – dichiara in un’intervista a Il Tempo – è di per sé una minaccia alla stabilità del Paese e per la fiducia degli investitori”. “La situazione, naturalmente, è molto differente rispetto al 2011: in quel momento pezzi dello Stato, in combutta con cancellerie europee e anche con imprenditori e banchieri italiani, ordirono un vero complotto nei confronti del governo Berlusconi che portò poi alla caduta di quell’esecutivo attraverso l’arma dello spread. Dal governo, oggi, evocano questo scenario: se di complotto dovesse trattarsi, se ancora una volta lo spread sarà utilizzato per far cadere l’attuale esecutivo, a differenza di quello che fece la sinistra con noi, Forza Italia non utilizzerà mai una cosa simile per danneggiare famiglie, imprese e risparmiatori”. Cosa deve fare da parte sua il governo, in vista della legge di Bilancio, per scongiurare tale deriva? “L’Italia ha un debito pubblico di oltre duemila miliardi di euro ed è ovvio che per finanziare la sua spesa pubblica, ossia per fare strade, ospedali, scuole, ha bisogno che il suo debito venga acquistato. Se non dà affidamento riguardo alla sua capacità di tener fede agli impegni presi è chiaro che gli investitori iniziano a diffidare. Credo, quindi, che il governo dovrebbe innanzitutto fare il possibile affinché non si scateni quella tempesta perfetta a cui hanno fatto riferimento diversi suoi esponenti”. Ma “Un contratto di governo che contiene delle promesse irrealizzabili – come il reddito di cittadinanza – che potrebbero essere realizzate soltanto facendo più deficit e quindi più debito che si scaricherebbe sulle generazioni future, non è di certo rassicurante”. (31 AGO / red)
