Roma, 4 set – “Non posso e non voglio credere che l’opera verrà bloccata o ritardata e sono certo che ciò non avverrà se il ministro Toninelli verrà a visitare i cantieri in Francia e in Italia”. È l’auspicio di Fabio Ravanelli, presidente degli industriali piemontesi che, in una intervista al Sole 24 Ore, interviene sulla Torino-Lione, alla vigilia dell’appuntamento del 12 settembre organizzato con l’Unione industriale di Torino. “L’idea di sottoporre la Torino-Lione ad un’analisi costi benefici, l’ultima di una lunga serie, non la trovo convincente”, sottolinea, “la variabile tempo è essenziale”, “il punto non è certo andare più velocemente da Torino a Lione, ma rendere possibile l’unico corridoio italiano della rete transeuropea Est-Ovest a sud delle Alpi, che consente l’accesso ad un mercato esteso servendo 3 dei 4 più grandi bacini manifatturieri d’Europa – Lombardia-Piemonte, Auvergne-Rhône- Alpes e Catalogna – e collegando le diverse porte di accesso ai mercati extra-europei. Il corridoio mediterraneo offrirà ai porti italiani più competitività, intercettando anche i flussi di merci in provenienza dall’Asia”. E, in vista del 12, spiega: “Stiamo organizzando un incontro che coinvolgerà rappresentanti dell’intero sistema confindustriale del Nord d’ltalia e della Rhône-Alpes. Testimonieremo l’importanza per le imprese e l’economia nazionale del completamento delle infrastrutture che ci connettono con i più importanti partner attraverso la Via della Seta. Con le conclusioni del presidente Boccia e l’intervento del coordinatore del Corridoio Mediterraneo Brinkhorst, daremo voce alle istanze di un’area economica – da Trieste a Lione – che nel 2016 ha generato un pil di 1.191 miliardi, maggiore di quello della Spagna e della somma di Baden Württemberg e Baviera”. (red)