“Il governo ha molti argomenti validi, la critica delle autostrade privatizzate e l’Europa assente sui migranti. Ma, come Goebbels negli Anni Venti, arriva a tesi incendiarie e misantrope che suggeriscono sgomento e orrore”. Lo afferma l’economista greco ed ex ministro, Yanis Varoufakis, in una intervista a La Stampa. E aggiunge: “L’economia italiana non è sostenibile nella struttura attuale dell’euro e nessuno ha idea di come l’Italia possa essere pienamente integrata nell’Eurozona. Se uscisse, sarebbe la fine dell’euro. Una calamità che porterebbe una divisione fra Nord e Sud e alla stagnazione. Ovvero il terreno ideale per far crescere il fascismo”. Inoltre sottolinea che se fossi una “agenzia di rating avrei detto le stesse cose sull’Italia”, “pure io avrei atteso di vedere cosa fanno Salvini e Di Maio prima di dare il voto al Paese”, “ad attendere che si misurino con le sfide del Fiscal Compact”. Secondo Varoufakis Salvini è “assai abile a parlare con chi ha perso la speranza”, “mi colpisce la gravità delle parole usate dal governo. Salvini alimenta la xenofobia. E’ un ‘momento fascista’. Parla a un popolo che appartiene a una nazione orgogliosa, più produttiva e forte della Grecia, che esporta in tutto il mondo, che ha in deficit in surplus da vent’anni eppure si ritrova con il potere di acquisto in calo. Promette alle persone ‘vi farò parte di qualcosa di più grande’. Ma i suoi argomenti sono preoccupanti. C’è chi ha dimenticato che Mussolini inizialmente parlava di protezione sociale e di pensione. Però poi ha eliminato i sindacati e il dialogo politico. E ha fatto una guerra che non aveva mai promesso”. Inoltre della Unione europea dice: “Siamo in crisi dal 2008 e si sta ripetendo quanto accaduto fra le due guerre mondiali. L’establishment liberale e democratico fa finta di nulla. Il risultato è una frammentazione del continente come ai tempi di Weimar. I soli ad aver capito che occorre uno spirito internazionale sono le banche, straordinarie nell’unirsi, e i fascisti, nuovi o vecchi, come sempre solidali fra loro. Si era già visto con Franco, Hitler e Mussolini. L’ultradestra, i razzisti e gli xenofobi si uniscono sempre magnificamente. Come i banchieri che vogliono essere salvati dai governi. Destra tradizionale, liberali e sinistra sono invece a pezzettini”. (4 set – red)