Roma, 6 set – Per le trasformazioni dei comportamenti familiari, che hanno contribuito ai forti cambiamenti in termini di struttura dello stato civile della popolazione, un ruolo determinante lo ha avuto il forte calo della nuzialità: tra il 1991 e il 2016, il tasso di primo-nuzialità passa per gli uomini da 658,0 a 449,6 per 1.000 residenti, mentre per le femmine da 670,7 a 496,9 per 1.000 residenti. La diminuzione e la posticipazione della nuzialità in atto nel nostro Paese da oltre 40 anni hanno prodotto un crollo particolarmente evidente della condizione di coniugato tra i giovani adulti. Confrontando il 1991 con il 2018, in base ai dati del Censimento Istat, il calo è massimo nella classe di età 25-34 anni: la quota di coniugati scende dal 51,5% al 19,1%, quella delle coniugate dal 69,5% al 34,3%. Nel contempo celibi e nubili crescono di oltre 30 punti percentuali, dal 48,1% all’80,6% e dal 29,2% al 64,9%. A 45-54 anni quasi un uomo su 4 non si è mai sposato (il 24,0% è celibe nel 2018 contro il 9,6% del 1991) mentre è nubile quasi il 18% delle donne (più che raddoppiate rispetto al 1991). Come emerge anche dalle piramidi per età, cresce la quota di divorziati soprattutto nella classe 55-64 anni, passando dallo 0,8% al 5,3% per gli uomini e dall’1,0% al 6,4% per le donne. Considerando la popolazione nel complesso, tra il 1991 e il 2018 coniugati e coniugate diminuiscono di oltre 3 punti percentuali: dal 51,5% al 48,2% e dal 49,5% al 46,3%. Tale diminuzione è stata progressiva nei decenni intercensuari. All’opposto, invece, crescono i celibi e le nubili: dal 45,4% al 46,9% e dal 37,6% al 38,6%. Questa evoluzione è andata di pari passo con la diminuzione della nuzialità e con l’aumento delle persone che scelgono di formare una famiglia senza essere sposati. Secondo i dati dell’Indagine “Aspetti della vita quotidiana”, le libere unioni di celibi/nubili, dal 1993-1994 (media) al 2015-2016 (media), sono aumentate da 67 mila a 748 mila circa. La quota di individui celibi/nubili di 16 anni e più che vivono in coppia, a livello nazionale, è quasi il 60% del totale dei celibi/nubili, mentre nel 20% dei casi vivono da soli. (PO / red)