Roma, 6 set – “Seguiamo una strategia precisa che mira al rafforzamento del contesto di sicurezza e della capacità di governance. Credo fermamente che in Libia sia indispensabile in questo momento dare sostegno alle autorità locali e alle aziende di Stato” ed “escludo categoricamente ogni intervento militare, anche perché cosa porterebbe? Ricordiamo tutti l’errore del 2011, che ha finito per creare maggiore instabilità mettendo a rischio in primis l’Italia. Dobbiamo ricordare le lezioni del passato”. Lo afferma il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in una intervista al Corriere della Sera. E di Haftar dice: “Penso che debba essere considerato un interlocutore in Libia, poiché rappresentativo di una realtà. Occorre dialogare con tutti”. Parla anche di responsabilità della Francia per la crisi libica: “Non abbiamo detto nulla di nuovo, i francesi stessi hanno riconosciuto alcuni errori, ora quel che è importante è che l’Unione Europea si mostri compatta al fianco dei libici” ed “i libici hanno bisogno di essere sostenuti, non di ingerenze”. E precisa: “I buoni rapporti con Parigi sono fondamentali, ma mi permetta di dire che in questo momento la mia attenzione è rivolta alla sicurezza del nostro Paese. Questa è la prima delle priorità. E tra alleati, ogni tanto, fa anche bene parlarsi chiaro, questo non implica alcuna lacerazione dei rapporti”. (PO / red)