Roma, 10 set – Tornano sui banchi di scuola, dopo i tre mesi canonici di sospensione delle lezioni, più di 8 milioni e mezzo di alunni, il 90 per cento dei quali in scuole statali. L’Italia si vanta di avere la scuola più inclusiva d’Europa, ma negli ultimi venti anni abbiamo escluso tre milioni e mezzo di studenti su undici. Se li mettessimo uno dietro l’altro, la fila attraverserebbe tutto il Paese, da Domodossola a Canicattì. Un triste primato, che ci mette nella lista nera in Europa e nel mondo. Nel mondo Giappone, Norvegia e Corea hanno un tasso di dispersione a 18 anni pari allo zero. Thailandia, Russia, Taipei, Kazakistan viaggiano sotto il 5 per cento. Canada, Australia, Israele, Giordania e Singapore sotto il dieci per cento. Tuttoscuola, in un approfondito studio intitolato “La scuola colabrodo”, ha calcolato che – dei 590.000 adolescenti che in questi giorni iniziano le scuole superiori – almeno 130.000 non arriveranno al diploma. Vivono nel profondo sud, ma anche nelle aree più industrializzate del Nord. E, interrotta la scuola, meno di uno su tre troverà lavoro, con i costi sociali che ne deriveranno.(SEGUE)
