Roma, 13 set – “Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, reduce dalle battaglie navali nel Mediterraneo contro qualche centinaio di migranti in fuga da guerre, torture e violenze, ha ripiegato sul fronte interno affrontando con il consueto sprezzo del pericolo il delicato tema della cittadinanza. Con un solo colpo, per altro ancora in canna, si appresta a portare devastazione su due fronti, quello degli stranieri residenti in Italia e quello degli italiani residenti all’estero”. Lo dichiarano i parlamentari del PD eletti all’estero Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Carè, Angela Schirò, Massimo Ungaro. “Sul fronte degli immigrati, il suo obiettivo è quello di contenere, tendenzialmente fino ad annullarla, la concessione dei visti per motivi umanitari, che hanno consentito finora di collocare nella sfera della legalità la presenza di migliaia di richiedenti asilo – dicono i parlamentari -. Con la riduzione o la pratica eliminazione di questo canale, l’effetto non è accelerare i rimpatri, ma soltanto negare prerogative tutelate da leggi internazionali e aumentare vertiginosamente il numero dei residenti irregolari. Insomma, nella gestione salviniana, il Ministero dell’Interno, che dovrebbe essere custode dell’ordine pubblico, si conferma come un centro di negatività e una fabbrica di irregolarità. Il decreto, inoltre, prevedeva la limitazione del riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis ai discendenti di cittadini italiani entro due generazioni, nonché l’eliminazione dell’ostacolo formale esistente al riconoscimento della cittadinanza alle donne che l’hanno perduta automaticamente per matrimonio con uno straniero, senza la loro volontà. Limitando la possibilità di trasmettere la cittadinanza a due livelli di discendenza, non si capisce, tra l’altro, perché non consentire di recuperarla a chi è nato in Italia e l’ha perduta per ragioni di lavoro”. (SEGUE)