Roma, 17 set – Prendersela con Toninelli, sulla vicenda del ponte Morandi di Genova, “è quantomeno fuori luogo” perché negli anni passato si è operato in condizioni “di totale opacità, quasi di monopolio, senza nessun obbligo di reinvestire una parte di utili in manutenzione” che “hanno portato al crollo del ponte”. Lo dice il sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano, parlando a margine dell’incontro alla Farnesina sul settore aerospaziale italiano. Secondo Di Stefano “ci sono responsabilità di ogni evidenza che prescindono addirittura le conclusioni del processo perché se un ponte cade significa a prescindere che c’è qualcosa che non va. Quei morti gridano vendetta non solo a livello di legge ma a livello di azione politica, nel liberare le infrastrutture da quelle grandi lobby che l’hanno tenuta fino a oggi”.
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