E’ un settore che vive una crescita esponenziale, e che può avere ricadute occupazionali, economiche e di sviluppo sostenibile. E l’Italia, con la sua agenzia spaziale e come partner forte (e possibilmente ancora più forte in futuro) nell’Esa. Per questo l’Italia nel 2018 ha istituito per legge un comitato interministeriale, composto da 12 ministri e dal presidente della Conferenza delle Regioni, e presieduto dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, il cui scopo sarà quello di creare un maggiore coordinamento tra gli attori istituzionali e il mondo della ricerca e dell’impresa del settore, che ad oggi sono circa 250: 150 di queste hanno lo spazio come proprio “core business”. Nel 2017 il fatturato prodotto si è attestato a 1,9 miliardi di euro. Nel triennio 2014-2016 gli occupati sono aumentati del 3% e i lavoratori del comparto hanno superato le 6.000 unità. Il viceministro agli Esteri Emanuela Del Re, in un evento di presentazione alle ambasciate straniere, ha spiegato che “Il nostro Paese si colloca in prima linea nel raggiungimento dell’Agenda 2030 tramite l’utilizzo delle tecnologie applicate allo spazio. Le infrastrutture satellitari, i dati, le informazioni e i servizi integrati giocheranno un ruolo cruciale solo se diverranno parte integrante di questo impegno collettivo, che ci attendiamo sia globale e attivo in ogni Paese al fine di raggiungere gli obiettivi del millennio”. All’evento, (che qualcuno voleva chiamare ‘Italia nello spazio’ ma noi abbiamo scelto ‘Italia dello spazio’ perché vogliamo essere ben radicati qui, e l’Expo 2020 di Dubai sarà proprio incentrato sul tema della collaborazione spaziale e l’Italia avrà un ruolo fondamentale” ha spiegato il dg per la Promozione del Sistema Paese ddella Farnesina Vincenzo De Luca) ha partecipato anche il viceministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti per il quale “la capacità di essere presenti nella space economy è la capacità di un paese di fare sistema. Dobbiamo fare dell’Italia un laboratorio tecnologico, coinvolgendo sempre più studenti”, e lo stesso Giorgetti, che ha evidenziato come lo spazio debba essere “uno strumento essenziale per obiettivi di tipo economico, politico, sociale, con altissime capacità di generare benefici”. Secondo Giorgetti “la filiera nazionale grazie agli investimenti fatti è in grado di concepire e realizzare sistemi spaziali, aumentare la conoscenza, creare posti di lavoro e benessere ed è necessario identificare i prossimi obiettivi strategici”. Tra cui, aggiunge il sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi, quello di assumere una leadership maggiore in seno all’Esa, l’agenzia spaziale europea: “Abbiamo una agenzia spaziale importante e negli indirizzi che si stanno dando nell’Esa serve forse una rivalutazione complessiva degli spazi di rappresentanza. Abbiamo una esperienza grandissima e dobbiamo essere rappresentati meglio”. Alessandro Profumo, ad di Leonardo, ricorda che “l’Italia ha competenze che coprono tutta la filiera del sistema spaziale, dalla costruzione dei satelliti ai lanciatori, un radicato e fruttuoso rapporto tra ricerca e industria” e che in Leonardo stessa “siamo assolutamente convinti della rilevanza dello spazio, siamo impegnati a rafforzarla nel quadro della collaborazione Nato con Thales. Leonardo con le unità attive nel campo ha contribuito all’aumento delle competenze nazionali, con vantaggi per tutta la filiera. Sentiamo forte la responsabilità del nostro ruolo come player nazionale in quanto gestori ed affidatari di asset nazionali da valorizzare, come Geos che ha il compito di valorizzare il sistema Cosmo Sky Med”. Si tratta insomma, ha spiegato il sottosegretario Manlio Di Stefano, “di trasformare il settore spaziale nazionale in uno dei motori propulsori della nuova crescita del paese”, evidenziando come “attraverso l’innovazione tecnologica e la riduzione dei costi di accesso allo spazio, i piccoli satelliti consentono architetture completamente nuove per una vasta gamma di attività private nello spazio. In questo ambito è cruciale il ruolo delle piccole e medie imprese così come delle start-up”. (Sis – 17 set)