Roma, 17 set – “Penso che sia sbagliato continuare a dire sono ministro. Perché poi finisci per crederci” e “si diventa antipatici”. Lo afferma il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, la leghista Erika Stefani, in una intervista a La Verità, nella quale parla anche del suo vissuto personale confermando il suo carattere discreto: “Non sono mediatica. Non amo i riflettori. Se mi dicono di andare in televisione soffro”. Poi, interrogata sul suo coma, confessa: “Dopo un’esperienza così ti viene naturale smettere di lamentarti delle piccole cose quotidiane. Si scopre la gioia di vivere. A me piace così tanto vivere” e “non smetto di fare le cose che facevo prima. Per esempio andare in moto. È una passione che ho preso da mio papà. Le pare da maschiaccia?”, “ho fatto anche delle prove in pista”. Spiega però di avere dovuto rinunciare a fare l’avvocato con dispiacere: “Avevo un piccolo studio, mi occupavo di usucapione, rami di alberi tagliati male, queste cose… Chiamare tutti i miei clienti e dire: trovatevi un altro avvocato, è stata una delle cose più difficili per me”. Racconta inoltre di essere figlia di un macellaio: “Va ancora tutti i giorni in bottega. Con la mamma. E’ la loro vita”. (PO / red)