Roma, 18 set – Dopo cinque trimestri di riduzione il lavoro indipendente torna a crescere a livello sia tendenziale (+30 mila occupati, +0,6%, Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro) sia congiunturale (+89 mila occupati, +1,7%). Le posizioni lavorative dipendenti presentano, nei dati destagionalizzati, un incremento congiunturale soprattutto nei settori dei servizi e nell’industria. Nel secondo trimestre 2018, in base alle CO, le attivazioni sono state 2 milioni 497 mila e le cessazioni 2 milioni 411 mila, determinando un saldo positivo di 86 mila posizioni di lavoro dipendente. La crescita riguarda soprattutto i servizi (+71 mila posizioni) e l’industria in senso stretto (+12 mila). Andamenti analoghi si riscontrano nelle posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo (Istat, Rilevazione Oros) dove la variazione congiunturale di +0,4% (+49 mila posizioni) è dovuta a un aumento lievemente maggiore nei servizi (+0,4%, +36 mila posizioni) e meno intenso nell’industria in senso stretto (+0,3%, +12 mila); anche nelle costruzioni si osserva una variazione positiva ma più contenuta (+0,2%, +2 mila). Con riferimento alla tipologia contrattuale, l’aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti sulla base delle CO riguarda sia le posizioni a tempo indeterminato (+53 mila) sia quelle a tempo determinato (+34 mila). Se le prime crescono per il secondo trimestre consecutivo, a ritmi più accentuati per un aumento delle trasformazioni, le posizioni a termine aumentano ininterrottamente dal secondo trimestre 2016. Secondo i dati tendenziali delle CO l’incidenza delle attivazioni a tempo determinato è pari all’80,3%, in aumento rispetto al 78,2% registrato nel secondo trimestre del 2017. In termini di saldi tra attivazioni e cessazioni, su base annua e a ritmi meno intensi, l’aumento del lavoro dipendente a tempo determinato continua per il nono trimestre consecutivo (+361 mila). Questi segnali si confermano per le imprese industriali e dei servizi che mostrano, secondo la fonte Inps-Uniemens che include il lavoro in somministrazione e a chiamata, un nuovo incremento del tempo determinato (+335 mila su base annua). Contestualmente, le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano una crescita nei dati sia delle CO (+64 mila posizioni) sia dell’Inps (+57 mila posizioni). (SEGUE)