Roma, 18 set – Poste inoltre manterrà la propria capillarità sul territorio: “Non chiuderemo alcun ufficio postale in tutti quei Comuni che hanno meno di 5 mila abitanti” è l’impegno formale preso dall’ad “per evitare l’accanimento nei confronti di territori che stanno subendo la chiusura di attività pubbliche ma anche private”. Ma per far questo, occorrerà che quegli uffici diventino “una sorta di piattaforma fisica di selezione delle migliori offerte per diversi prodotti, destinati a una clientela non in grado di fare questa selezione sul web”. C’è poi il grande tema del risparmio: “Al 30 giugno – spiega Del Fante – Poste ha in gestione 510 miliardi di euro di risparmi degli italiani: di questi il 63% fa capo al risparmio postale, 216 miliardi di buoni postali fruttiferi e 105 di libretti postali. Sono soldi che diamo a Cassa Depositi e Prestiti e che per gran parte Cdp rideposita presso lo Stato: si tratta di un canale di finanziamento del debito del nostro Paese molto importante”. “Nella parte che non è risparmio postale, nel 37% residuo – aggiunge l’ad – comunque Poste ha un ruolo fondamentale nel sostegno del debito pubblico perché, sia nei fondi e nelle riserve tecniche che per legge nei conti correnti, investiamo altri 140 miliardi in titoli di Stato e siamo strutturalmente acquirenti di titoli di Stato perché riteniamo che il compito di un’azienda come Poste Italiane, specialmente in un momento in cui il mercato offre opportunità di rendimento importanti, sia quello di investire nei titoli del nostro Paese”. Del Fante, invece, esclude qualsiasi investimento del gruppo in Alitalia: “Non abbiamo avuto nessun tipo di interessamento sul dossier, lo leggo dalla stampa”. (SEGUE)