Roma, 20 set – I prossimi direttori dei musei? Dovranno essere bravi, in grado di parlare l’italiano e di integrarsi nel nostro Paese, e il passaporto straniero non sarà più una nota di merito. È la promessa di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali, ribadita in una intervista a La Stampa: “Vorrei trovare direttori bravi. Franceschini ha avuto ragione in quel momento storico, oggi non avrebbe più lo stesso senso. Allora il paracadutato poteva aiutare, ora non ce n’è più bisogno: abbiamo raggiunto la maturità necessaria per selezionare le persone indipendentemente dal passaporto. Non tutti i direttori sono stati capaci di integrarsi e anche in città internazionali come Firenze o Roma c’è bisogno innanzitutto di persone che sappiano parlare bene l’italiano e capire il territorio. Non voglio logiche di campanile ma nemmeno un direttore del museo di serie B solo perché viene da fuori”. E aggiunge: “Va definita meglio l’autonomia dei direttori. Per alcuni versi ne hanno tantissima, per altri troppo poca come sulle assunzioni. Ci stiamo riflettendo. La macchina non funziona, è come una ruota deformata, va messa in condizione di lavorare bene per funzionare. Entro gennaio o al massimo entro il primo anno di mandato saremo pronti con i cambiamenti”. (red)