All’indomani della precisazione del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che al Senato aveva sottolineato come il reddito di cittadinanza, a leggere la vecchia proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle nella scorsa legislatura, fosse destinato anche agli stranieri, ha parlato Luigi Di Maio. Assicurando a tutti gli elettori del governo Lega-M5S che “abbiamo corretto la proposta di legge è singolare che torni in auge una proposta di legge che non prevedeva ancora la platea. E’ chiaro che è impossibile, con i flussi immigratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani”. Una precisazione che fa sorridere Matteo Salvini, che dice: “Accogliamo queste parole con grande piacere”. Insorge invece Tiziano Treu, presidente del Cnel: “E’ inaccettabile, secondo il diritto europeo, che una prestazione assistenziale come il reddito di cittadinanza possa essere data solo agli italiani”. Secondo l’ex ministro del Lavoro infatti una misura assistenzialista di questo tipo dovrebbe essere erogata anche agli stranieri con permesso di soggiorno. Di Maio poi torna sulla questione del deficit: “E’ evidente che il tema non è di quanto sforare il deficit ma di quante risorse servono per migliorare la vita degli italiani: dare occupazione ai giovani, fare il reddito di cittadinanza, meno tasse per gli imprenditori con la flat tax. In base a questo calibriamo deficit e spending review. La maggior parte delle risorse arriverà dai tagli agli sprechi, se i tagli agli sprechi andranno a regime il prossimo anno intanto facciamo un po’ di deficit e poi rientriamo”.
(Sis)