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“Reflections on the lake”: il lago secondo
Omar Galliani

it@withub.it by it@withub.it
21 Settembre 2018
in Archivio speciali - Mostre
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Lugano è la location d’eccezione in cui l’artista italiano di fama internazionale Omar Galliani presenta – in occasione della terza edizione della fiera di opere su carta Wopart, fino al 30 novembre – “Reflections on the lake”, un omaggio al lago, elemento caratterizzante la città svizzera, declinato nel dialogo tra bellezza estatica dei volti e poesia dell’acqua. La particolarità dell’esposizione è che le opere si svelano nei vari ambienti del boutique hotel The View Lugano, in un percorso espositivo che interessa la hall, le sale e la Spa, ma anche la suite, all’interno della quale è installata l’opera “Blu Oltremare”, pensata appositamente per l’hotel. Galliani spiega così come è arrivato a concepire la mostra: “Cosa distingue un’immagine dalla stessa immagine che si specchia su se stessa? Apparentemente nulla, ma se osserviamo una delle mie ultime opere esposte noteremo che l’immagine è il ‘riflesso’ di un’immagine originaria dilatata nelle dimensioni e nei dettagli. L’immagine che andremo ad osservare acquisterà quindi una sua identità ‘altra’ rispetto all’originale. Il tema del ‘rispecchiamento’ affiora nel mito di Narciso il più romanticamente conosciuto, o ne Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, il più drammaticamente conosciuto”.

MONZA: I SONY WORLD PHOTOGRAPHY

Grazie a Sony, torna in Italia la mostra dei Sony World Photography Awards per il terzo anno consecutivo. Il concorso, giunto all’11ma edizione con ben 320mila candidature presentate da fotografi provenienti da oltre 200 Paesi, ha battuto ogni record confermandosi la competizione fotografica più eterogenea al mondo per professionisti, appassionati, giovani e studenti. Fino al 28 ottobre il pubblico italiano ha l’occasione di ammirare le fotografie vincitrici e finaliste nella prestigiosa sede della Villa Reale di Monza, dove la mostra è stata ospitata anche l’anno scorso, registrando oltre 10.000 presenze. Gli scatti fotografici spaziano tra generi e tematiche diverse:dall’architettura ai paesaggi, dalla street photography agli animali selvatici, dai ritratti ai viaggi. Una galleria di 226 immagini che documentano eventi culturali e politici internazionali, raccontano storie di luoghi e persone da ogni parte del mondo, interpretano soggetti legati alla vita di tutti i giorni. L’opera che quest’anno si è aggiudicata il primo premio è di particolare suggestione. La serie “Ex-Voto” di Alys Tomlinson, con i suoi ritratti formali, i paesaggi in grande formato e i piccoli dettagli degli “ex voto” lasciati dai fedeli in luoghi di pellegrinaggio come Lourdes (Francia), Ballyvourney (Irlanda) e Grabarka (Polonia), rappresenta non solo un soggetto ma soprattutto un bisogno dell’uomo contemporaneo. “L’artista britannica ha interpretato il tema della devozione religiosa aprendo la riflessione su quanto la ricerca di un’identità spirituale sia centrale nelle nostre vite”, commenta Denis Curti, curatore della mostra in Italia. Anche quest’anno, gli italiani hanno conquistato riconoscimenti importanti: l’edizione 2018 ha visto, infatti, 3 vincitori e 3 finalisti, tutti nell’ambito del concorso Professionisti. Gianmaria Gava ha trionfato nella categoria Architettura con la serie “Buildings”, che raccoglie meravigliosi scatti monocromatici degli edifici di Vienna, in Austria. Luca Locatelli è il vincitore della categoria Paesaggio con la serie “White Gold”, che ritrae il panorama delle Alpi Apuane.

Roselena Ramistella si è imposta nella categoria Natura e animali selvatici con “Deep Land”, un corpus di immagini che testimonia il ritorno dei giovani sui Monti Sicani, in Sicilia, per coltivare la terra e allevare il bestiame. La sperimentazione in campo architettonico e geometrico di Gava, l’interazione tra cultura, scienza e ambiente portata avanti da Locatelli, la ricerca sociale condotta da Remistella sono gli elementi che la giuria internazionale ha maggiormente apprezzato. Tra i finalisti, Antonio Gibotta si è aggiudicato il secondo posto nella sezione Scoperta, Matteo Armellini ed Eduardo Castaldo il terzo in Sport e Fotografia Creativa. Il National Award è andato quest’anno a Caterina Bruzzone, con l’immagine dal titolo Exit, una delle opere finaliste della categoria Architettura del concorso Open 2018, nella quale Caterina ha anche ricevuto la menzione d’onore per un altro scatto. “Siamo sempre più orgogliosi di questi risultati, che riflettono quanto la fotografia sia un mezzo d’espressione privilegiato in Italia e quanto la ‘scuola’ italiana sia apprezzata a livello internazionale” afferma Stéphane Labrousse, country head di Sony in Italia. Lo scorso aprile, dopo l’assegnazione dei premi, la mostra dei Sony World Photography Awards è stata ospitata presso la Somerset House di Londra. Di pari prestigio è la sede della mostra in Italia. Dallo scorso 1 giugno sono aperte le iscrizioni per l’edizione 2019 dei Sony World Photography Awards che vede l’introduzione di tre nuove categorie nella categoria Professionisti: Fotografia Documentaria, Brief e Fotografia Creativa.

MILANO: IL CORPO A CORPO DI ISOBEL BLANK

Gilda Contemporary Art di Milano apre la sessione espositiva autunnale con la personale di Isobel Blank, fino al 31 ottobre. Sotto il titolo “Be partial, grow incomplete – Sii parziale, cresci incompleto” il corpo stesso dell’artista diventa il fulcro tematico attorno cui ruotano tutte le sue opere e che diventano uno strumento utile per trovare la propria fisionomia esistenziale, una sorta di procedimento in continua evoluzione capace di affermare incessantemente la volontà di conservare integra la propria identità nella complessità di differenti linguaggi. La formazione di Isobel Blank racconta di discipline quali il teatro, la danza, il disegno, la scultura, la musica, la fotografia che, oltre a svilupparsi autonomamente, confluiscono in una fusione di arte performativa e video. Oltre all’autoritratto, particolare rilievo assumono i temi della memoria collettiva e individuale in dialogo costante con l’identità. Il percorso espositivo riflette questa ecletticità nell’uso dei vari linguaggi, presentando una grande video-installazione, sei stampe fotografiche, dodici disegni e tre sculture realizzate con la tecnica della lana infeltrita, che trascinerà il visitatore in un coinvolgimento multisensoriale.

ROMA: LE MASCHERE SELVAGGE DI ROLF NOWOTNY

Con la mostra di Rolf Nowotny, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione in Italia, prosegue al Museo Pietro Canonica di Villa Borghese, a Roma, fino al 28 ottobre,il ciclo espositivo “Fortezzuola” che invita un artista a realizzare un intervento originale concepito espressamente per le sale del museo. L’artista danese, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, si è concentrato sul tema del volto umano dando luogo a una serie di “maschere” eseguite con mezzi e soluzioni tecniche differenti – plastica, resina, metallo, residui naturali –mescolate a oggetti d’uso comune. Nowotny rivisita così il concetto classico di ritratto offrendo una personale chiave di lettura sul valore semantico che questo genere espressivo, così rilevante nel percorso professionale di Canonica, assume nell’odierno contesto sociale. Piccole figure dal sapore selvaggio, quasi primitivo, compaiono nelle vetrine offrendo un altro punto di vista sul tema delle proporzioni e della riproducibilità in scultura. A esse si sommano alcune installazioni ambientali e sonore con le quali egli “incornicia” idealmente le opere appartenenti alla collezione permanente e le sale del museo modificandone la percezione visiva e, di conseguenza, quella interpretativa.

MILANO: SCULTURE SONORE

Fino al 19 ottobre la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano accoglie la personale di Roberto Pugliese (1982), dal titolo Concerto per Architettura. La mostra è il secondo appuntamento con il nuovo ciclo delle Project Room della Fondazione, che mette a disposizione di giovani curatori e artisti il proprio spazio e le proprie competenze, per raccontare al pubblico le ultime tendenze della scultura contemporanea, a cura di Flavio Arensi. L’artista napoletano Roberto Pugliese ha creato una composizione audio realizzata ad hoc per gli spazi della Project Room, le cui piante architettoniche sono servite per rielaborare alcuni valori numerici in seguito assegnati a una serie di algoritmi genetici e funzioni complesse. Questi processi, grazie a una relazione acustico matematica, sono serviti a generare materiale sonoro che è stato successivamente rielaborato da Pugliese. Il risultato è una scultura sonora che si diffonde negli spazi della Fondazione sfruttando al meglio le risonanze architettoniche in modo da restituire allo spazio la sua stessa “voce”.

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