Roma, 24 set – Si è svolta dal 21 al 23 settembre a Johannesburg la riunione della Commissione Continentale anglofona del Consiglio generale degli italiani all’estero. “Per quanto riguarda il punto sulla cittadinanza, la settimana scorsa è scoppiata la bomba del decreto Salvini e anche su questo dovremo esprimerci, avendo in mente che la realpolitik non è una parolaccia, ma un’indicazione che bisognerebbe saper scegliere con freddezza quale sistema adottare avendo ben chiare le conseguenze effettive di ogni scelta – si legge nella relazione di apertura di Silvana Mangione, Vice Segretario Generale del Cgie per i Paesi Anglofoni Extraeuropei -. Quanto alla riforma dei primi due livelli della nostra rappresentanza, offriremo un’informativa congiunta del Comitato di Presidenza e del Direttore generale Vignali sullo stato di avanzamento delle procedure, per avere il riscontro dei due parlamentari presenti sull’iter delle proposte di modifica delle leggi istitutive di Com.It.Es. e CGIE, approvate la prima con un astenuto, la seconda all’unanimità dall’Assemblea plenaria del CGIE in una storica giornata del novembre scorso. Allora fummo tutti d’accordo nel rinviare la presentazione della nostra proposta a un momento successivo all’insediamento del nuovo Parlamento e del nuovo Governo dopo le elezioni a marzo di quest’anno”. “Ora che siamo in presenza del nuovo Parlamento e del nuovo Governo – prosegue Mangione -, è arrivato il momento di avviare il percorso di trasformazione delle nostre proposte in legge ed è auspicabile che si ripeta quanto accadde nel 1998, quando l’allora Sottosegretario Piero Fassino fece propria e presentò come proposta di Governo l’articolato di riforma del CGIE, da me stilato al termine del lunghissimo e vivacissimo dibattito del Gruppo di lavoro ad hoc, approvato dall’Assemblea del Consiglio generale e diventato la nostra legge attuale, prima degli stravolgimento dettati da un malinteso senso di risparmio di fondi, attraverso la prevaricazione del numero dei cittadini italiani sulla reale consistenza e peso politico ed economico delle comunità di italodiscendenti nei nostri Paesi e conseguenti ricadute positive sulla bilancia dei pagamenti e l’intero sistema Italia”. (PO / BIG ITALY / Red)