Roma, 24 set – Si è svolta dal 21 al 23 settembre a Johannesburg la riunione della Commissione Continentale anglofona del Consiglio generale degli italiani all’estero. “Il tema della diffusione dell’insegnamento dell’italiano all’interno della strategia integrata di promozione del Sistema Paese è stato oggetto di un intero pomeriggio di lavoro sia generale che dettagliato nel corso di ognuna delle due riunioni della nostra Commissione Continentale rispettivamente a Melbourne a ottobre del 2017 e a Toronto a maggio di quest’anno – si legge nella relazione di apertura di Silvana Mangione, Vice Segretario Generale del Cgie per i Paesi Anglofoni Extraeuropei -. Il nuovo aspetto della relativa regolamentazione, che ci troviamo ad affrontare, è l’analisi della bozza di modifica della Circolare 13, già editata rispetto alla prima versione che fu presentata alla plenaria di luglio e fatta oggetto di ampio dibattito, anche in seguito alle indicazioni della Commissione tematica Lingua e Cultura. La questione delle pratiche e delle iniziative per lo sviluppo qualitativo e quantitativo dell’insegnamento dell’italiano nel mondo è fondamentale e difficile al tempo stesso”. Secondo Mangione “va affrontata con delicatezza, sia tenendo conto delle diversissime realtà esistenti nelle tre grandi divisioni territorial-continentali: Europa, America Latina e Paesi Anglofoni extraeuropei, che contemperando l’esigenza di definire linee comuni a tutti con la necessità di evitare la camicia di forza dell’imposizione di un solo modello di azione che fallirebbe in molte delle nostre situazioni. Bisogna quindi cercare di disegnare e adottare paletti validi in generale per quanto riguarda la gestione dei fondi e le prassi di trasparenza nell’amministrazione dei contributi e nella raccolta dei dati sugli obiettivi conseguiti unendoli alla massima flessibilità nella scelta degli interventi all’interno dei sistemi scolastici locali e nell’implementazione delle best practices provenienti da tutto il mondo per massimizzare i risultati anche attraverso una politica di potenziamento di fondi propri”. “Abbiamo il dovere di uscire definitivamente, e al più presto, dall’ottica dell’assistenzialismo su cui è stata costruita quasi cinquant’anni fa la legge 153/1971 alla quale ancora si intitola il capitolo di spesa della Farnesina – dice ancora Mangione -. Dobbiamo superare e rompere definitivamente la gabbia di identificazione dell’italiano come lingua etnica, pena la sparizione della nostra lingua se non raggiungeremo il traguardo minimo di 150 milioni di italofoni in tutto il mondo entro il 2050. In questo, i Paesi della nostra commissione hanno sempre dimostrato di essere anni luce più avanti di tutti gli altri nell’ideazione e creazione di modelli e prospettive dei piani di sviluppo dei corsi. Sono convinta che saremo capaci di continuare in questo senso”. (PO / BIG ITALY / Red)