Roma, 25 set – Si riaccende il dibattito sui criteri che disciplinano l’esercizio della professione di guida turistica in Italia. “E’ assolutamente doveroso garantire al turista un servizio di qualità e combattere l’abusivismo. Ma la strada – si legge in una nota dell’associazione GTI (Guide Turistiche Italiane) – non può essere quella che intende vincolare le guide, limitando lo svolgimento delle loro prestazioni entro il territorio regionale in cui hanno acquisito l’abilitazione. Tale criterio, infatti, non costituisce una garanzia per il turista: a qualificare la preparazione e conseguentemente il valore del servizio reso sono lo studio e la formazione”. In tema di vincoli, il recente provvedimento del Consiglio regionale del Lazio relativo all’individuazione dei “siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico” nonché alla relativa specifica abilitazione, pur condivisibile nello spirito, “si presta – prosegue la nota – a un dubbio di legittimità, poiché il testo non tiene conto dell’obbligo di individuare, in concorso con le altre Regioni e con il Ministero del Turismo, i siti protetti e i requisiti richiesti alle guide specializzate abilitate a illustrarli”. (SEGUE)