Roma, 25 set – “Nonostante quello che scrivono i giornali, l’armonia che ho trovato all’interno del governo è più elevata di quanto mi aspettassi. Mi aspettavo uno scambio più aggressivo” sono le parole del ministro, che precisa a deputati e senatori lo spirito con cui si relaziona all’interno dell’esecutivo: “Come ministro tecnico cerco di trovare le soluzioni che mi chiede la politica, cerco di starne quanto più fuori per trovare soluzioni razionali: se mi viene posto il problema ‘tu devi stare in Europa’, devo individuare come stare in Europa, se devo far politica – ‘stare o uscire’- chiedo il voto e faccio le mie battaglie. Questo è lo spirito che mi anima”. “Savona in contraddizione con il governo. Da un lato, rievoca in modo nostalgico il mercato comune contro il progetto di un’Unione politica. Dall’altro, parla da semplice ‘tecnico’ dell’esigenza di assicurare maggiori risorse al bilancio europeo, conferendo più poteri ad organismi di controllo sovranazionali. Il Pd auspica e condivide l’esigenza di un budget europeo più ampio e ambizioso. Il primo nodo critico della relazione del ministro riguarda però gli alleati con i quali ritiene che il suo esecutivo debba dialogare per raggiungere questo obiettivo: con i governi ungheresi e polacchi che vogliono meno Europa e più sovranità agli Stati nazionali? Savona su questo non risponde” affermano in una nota congiunta il senatore del Pd della commissione Politiche dell’Ue, Gianni Pittella, e il capogruppo Dem in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca. “Il secondo aspetto controverso – aggiungono Pittella e De Luca – concerne le modalità di utilizzo delle risorse dell’Unione. Il Pd sostiene l’esigenza di prevedere maggiori fondi Ue per la gestione comune delle frontiere e per attuare politiche sociali, di crescita e di coesione più efficaci. Nell’audizione, il ministro non fa alcun accenno a questi temi e rilancia solo la proposta di maggiori investimenti nelle infrastrutture trans-europee. Peccato non lo abbiano informato del fatto che il suo governo ha bloccato da subito grandi opere strategiche in corso, quali la Tav e la Tap”. (UE / Roc)