Sul decreto Genova “c’è l’intesa tra le forze politiche e la presidenza del Consiglio si è esposta. Su un provvedimento così urgente non possono esserci stop o ritardi, non esiste”, “non capisco come mai non sia ancora stato inviato alla presidenza della Repubblica e proprio non va bene” ed il ministero delle Infrastrutture “ha lavorato in tempi rapidi e rispettando le considerazioni degli enti locali”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. Colpa dello scontro tra Lega e 5 Stelle su Autostrade? “No. Io ho parlato con Di Maio, con Salvini, con Toninelli, con Giorgetti… Sul merito siamo tutti d’accordo, l’intesa c’è e questo ritardo non è accettabile. Punto”. E sugli appunti riguardo ad un testo che sarebbe senza coperture replica: “Una parte le abbiamo trovate noi all’interno del Mit, ma quelle che riguardano altre voci vanno trovate dagli altri ministeri”, “alcune coperture devono essere messe anche sui bilanci successivi, è normale. E comunque alla riunione di Palazzo Chigi con il sindaco Bucci e il presidente Toti c’erano anche gli esponenti del ministero delle Finanze e quel giorno gli fu data l’indicazione di trovare le coperture”. Interrogato se via sia un legame dopo il caso Casalino replica: “Mi auguro che nessuno all’interno dello Stato utilizzi le sue posizioni per ritorsioni o altro. Noi il decreto lo avevamo pronto già venerdì scorso, mi piacerebbe capire perché non sia ancora stato inviato al Quirinale. Se c’erano problemi, il Mef doveva farlo presente all’inizio del percorso. Il governo si è mosso rapidamente”. E conclude: “Sono un filo scocciato. Ma al di là della polemica, se anche ci fosse il commissario non potrebbe operare. I lavori vanno avanti, però l’inchiesta è in corso e non è che i tempi saranno brevissimi per avere la disponibilità dell’area”. (26 set – red)