“E’ la prima volta che mi trovo in un Governo. Ho giurato con emozione e ricordo la terza frase del mio giuramento: esercitare le mie funzioni nell’esclusivo interesse della nazione. E non di altri. E non ho giurato solo io, ma era un giuramento comune a tutti quanti”. Sono le parole del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervenuto questa mattina al convegno di Confcommercio “Meno tasse per crescere”. “Ognuno – ha aggiunto il ministro – può avere un’idea dell’interesse della nazione”. Chiudendo i lavori del settimo convegno di Confcommercio sulla fiscalità il ministro dell’Economia, ha confermato l’impegno a non aumentare le aliquote Iva: “In cima ai suoi impegni il Governo ha quello di impedire l’aumento della pressione fiscale: le clausole di salvaguardia verranno dunque sterilizzate”. La prima parte della manovra, ha spiegato Tria, consisterà appunto “nell’evitare aumenti di tasse semplificando nel contempo gli adempimenti, con l’obiettivo di eliminare il differenziale di crescita tra Italia ed Europa, dimezzandolo nel primo anno fino all’eliminazione negli anni successivi”. Sempre nel primo anno, “ci saranno interventi soprattutto a favore delle imprese medie e piccole, e punteremo – ha detto Tria – sugli investimenti pubblici accelerando la giustizia civile e modificando il codice degli appalti con strumenti di accompagnamento delle amministrazioni pubblici nel disegnare progetti di investimenti”. Il ministro dell’Economia ha quindi elencato tra gli interventi da adottare subito il reddito di cittadinanza (“in Italia c’è un problema sociale che ha riflessi sulla domanda interna, generato dalla trasformazione del tessuto produttivo”) e i correttivi alla Fornero. Negli anni successivi sarà poi “aggredito il problema dell’Irpef”, mentre ora “stiamo studiando come evitare manovre restrittive che non aggravino le conseguenze del rallentamento dell’economia”. “Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari e agli italiani – ha concluso Tria – mostrando che la nostra è una manovra di crescita e non di austerity e che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito. E’ un mix di politiche che serve a mostrare a tutti che si può avere fiducia nell’Italia. Le polemiche con la Commissione Europea non hanno senso. Io sono ottimista, resto al mio posto e cercherò di fare del mio meglio”. “Riconosco l’equilibrio di Confcommercio nell’affrontare i problemi – ha sottolineato inoltre Tria – Ci si chiede più crescita nella stabilità finanziaria, anche perché si tratta di concetti che non possono essere separati. Le vostre sono richieste da affrontare con calma e gradualità, nessuna è non condivisibile”.