Roma, 26 set – Addio ai piccoli borghi d’Italia con 1 su 4 che ha chiuso i battenti negli ultimi 30 anni con un crollo di oltre il 25%. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop in occasione della Giornata mondiale del turismo del 27 settembre su dati Istat relativi ai micro paesi d’Italia con meno di 150 abitanti, veri e propri tesori di tradizione, paesaggio e architettura da scoprire anche fuori dai tradizionali itinerari turistici. Da nord a sud della Penisola i 139 micro paesi che ancora resistono– afferma Uecoop – rappresentano un patrimonio da promuovere con un’azione congiunta di Stato e cooperative grazie a progetti di valorizzazione del paesaggio e di creazione di servizi in loco con il recupero di opportunità professionali per i giovani italiani e per le categorie più svantaggiate, con 1 italiano su 2 favorevole – secondo il sondaggio Uecoop/Ixè – alla distribuzione degli immigrati nelle aree interne del Paese per recuperare i piccoli borghi abbandonati e combattere lo spopolamento del territorio. Una cooperazione buona che fa bene all’Italia sviluppa l’economia senza perdere valore sociale – sottolinea Uecoop – come succede a Camini, minuscolo paese in provincia di Reggio Calabria, con poco più di 250 abitanti, quasi tutti anziani, dove la cooperativa Eurocoop, insegna ai migranti mestieri come muratore, falegname, fabbro e li inserisce nella comunità locale facendo rivivere il paese. In Toscana, nel borgo medioevale di Rondine, in provincia di Arezzo, invece – spiega Uecoop – la cooperativa La Rondine ospita studenti che arrivano da zone di guerra come Balcani, Caucaso, Medio Oriente e Africa, studiano insieme, sperimentano la convivenza e la pace e poi tornano nei loro Paesi di origine per costruire un futuro per le loro comunità nazionali. (SEGUE)