“L’età media dei dipendenti statali è di 52 anni, 56 per i dirigenti. Per un paese che vuole fare la riforma digitale è un problema” che “si risolve solo con concorsi regolari aperti ai giovani. Io punto a fare un concorso ogni anno con criteri ben precisi”, “non si può assumere tanto per assumere e tenere la gente dietro una scrivania”. Lo afferma Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione e senatrice della Lega, in una intervista ad Italia Oggi, confermando l’annuncio di 450mila assunzioni per il triennio 2019/2021: “Sono le stime dei pensionamenti che ci saranno, presumibilmente 147mila l’anno in tutta la pubblica amministrazione. Se i governi precedenti hanno assunto sul 20, 25% dei posti che si liberavano, facendo coprire gli altri da precari con contratti a tempo oppure mandando in sofferenza gli uffici, io punto a ripristinare il turnover del 100%. Se 100 escono, 100 ne entrano attraverso concorso. Un concorso da indire ogni anno, anche perché serve personale giovane. L’età media degli statali è di 52 anni, 56 per i dirigenti. Per un paese che vuole fare la riforma digitale è un problema. Pensi che sto per mandare una lettera ai ministeri perché nominino tutti il responsabile digitale”. In particolare, spiega, “va data priorità a figure professionali nell’ambito della digitalizzazione, della semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi e della qualità dei servizi, nella gestione dei fondi strutturali europei, della contrattualistica pubblica e del controllo di gestione. Con questi criteri ripartono anche la giustizia e i controlli sulle opere pubbliche”. Inoltre annuncia controlli più severi contro i furbetti del cartellino: “Sarà una delle mie battaglie, l’assenteismo è un tradimento nei confronti della collettività, a cui si fornisce un servizio viziato dalla riduzione del personale, ma è anche un tradimento verso i colleghi. La lotta contro chi truffa lo stato assentandosi dal posto di lavoro è a difesa della stragrande maggioranza di dipendenti pubblici che fa il proprio dovere”. Lo afferma Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione e senatrice della Lega, in una intervista ad Italia Oggi. E parlando anche del suo disegno di legge “concretezza”, che introduce tra l’altro i controlli biometrici, come il controllo dell’iride o dell’impronta digitale, spiega: “Siamo nel 2018 e viviamo nell’epoca della digitalizzazione, visto che anche per accendere un telefono si utilizza il riconoscimento facciale, perché non prevedere che questa tecnologia possa essere utilizzata anche per controllare le presenze al lavoro”, “vanno adeguati i sistemi già esistenti dei tornelli”. (27 set – red)
